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Abbiamo perso la guerra. E ora?

Truppe imperiali in una città italiana durante la Grande Guerra.

Truppe imperiali in una città italiana durante la Grande Guerra.

Lo scrivevo esattamente un anno fa, citando un articolo che avevo trovato per caso sulla rete.

Lo ripeto. Abbiamo perso la guerra. Punto.

La Germania, con il perfetto Blitzkrieg della vendita in botto di tutti i nostri titoli di stato ( Deutsche Bank, luglio 2011, Btp per 7 miliardi) ha violato un patto di non belligeranza economica europea e, approfittando della nostra debolezza (nostra e per colpa nostra) ci ha sconfitti senza condizioni.

Punto e a capo.

Ora la classe dirigente ha due alternative: una è vendersi al nemico consegnandogli le spoglie (nostre) della nostra economia (svendita di Finmeccanica, ENI e bricioline) e rimanere “classe semidirigente privilegiata”, l’altra è cercare di rimanere a difendere i cittadini dalle truppe (economiche) di occupazione, condividendone se non i disagi almeno i rischi.

Del primo plotone fanno parte gli europeisti “senza se e senza ma”, la casta (quella vera), i giornalisti e, ovviamente, “certa” la magistratura.
Del secondo plotone non si vedono tracce: emergeranno (forse) dall’Armata Brancaleone di quelli che non hanno ancora capito o deciso come fare…

Vae victis!

Sul banco degli imputati!

Ecco chi metterei sul banco degli imputati, ecco i colpevoli della crisi, ecco chi ha ridotto questo bel paese a essere terra di futura conquista.

  • La borghesia “di rendita” che ha afflitto l’Italia dall’unità ad oggi. Dal “Sacco di Roma” alle “Privatizzazioni”, passando per due Guerre Mondiali, il Fascismo, il “Boom” e il Compromesso Storico: sempre presenti quando c’era da mangiare
  • Comunisti & soci: i paesi peggio gestiti (Grecia, Spagna, Italia, Portogallo, Francia) hanno avuto i Partiti Comunisti più forti d’Europa, prima del crollo del muro di Berlino. Oggi hanno le peggiori sinistre del mondo occidentale. Hanno cambiato nome e padrone ma il disprezzo della persona e della responsabilità individuale che questi hanno innestato nella società civile continua a far danni…
  • “Una certa Chiesa”, che in barba al magistero non ha mai voluto rinunciare ad una visione neo-evangelica del sociale: da Dossetti in poi è un continuo “resistere, resistere, resistere” vuotamente antagonista, politicamente corretto e schierato.
  • Il fiacco pensiero liberale italiano che non è mai riuscito ad andare oltre alla vulgata reaganiana del “libero mercato”: liberisti italiani, al mercato, sì, ma al mercato del pesce…
  • La massoneria che ha sempre tramato per inserire nel sano ceppo tradizionale italiano l’erbaccia della Rivoluzione Francese. Dai Carbonari alla Trilaterale. Non è folclore, e non sono nemmeno trame così nascoste: hanno sempre dichiarato quello che avevano intenzione di fare, e lo hanno sempre fatto…
  • I privilegiati e gli “intellettuali“:  quelli senza amore per la vita e per la gente. Quel “tipo” di professori, giornalisti, magistrati, opinionisti, artisti: sempre pronti a sputare sul piatto in cui mangiavano, sempre pronti a ribadire di essere “loro” migliori del “popolo”. Peccati che contino sempre sulle tasse del “popolo” per mantenere il loro “elegante” tenore di vita, chè a libero mercato, in Italia, di questi non ci si mette nessuno…
  • Quelli che “tanto paga qualcuno” abituati a vivere di sussidi e trasferimenti, che lavorare stanca, che tanto “un santo in paradiso” si trova sempre…
  • Quelli che “basta lavorare”: “lavorare, lavorare, lavorare” e pagare meno tasse possibile, anche meno. Alla politica ci pensi chi non ha da fare, che tanto “sono tutti ladri“…
  • Quelli onestissimi, che “Dio ci scampi dagli extracomunitari”, e “padroni a casa nostra“. Però se c’è da mettere a nero qualcuno tutti i colori e le razze vanno bene…
  • Berlusconi che non è stato capace di “lasciare” quando si è accorto che a causa di quanto sopra non sarebbe stato possibile fare le riforme di cui il paese aveva bisogno.

Infine la colpa più grande l’hanno gli italiani, sempre in bilico tra qualunquismo passivo e piagnone e temporanee infatuazioni per l’Uomo Forte di turno. Quelli che da 500 anni “Francia o Spagna, purchè se magna“.

Sempre pronti al piazzale Loreto o al lancio delle monentine auto-assolutorio…