6×7

Seipersette (il significato del nome lo trovate sotto) nasceva come blog per mettere insieme alcuni amici amanti dei ragionamenti sulla natura delle cose. Un raccoglitore ironico di citazioni e riflessioni su quella che Tolkien chiamava “sub-creazione” cioè la letteratura che “inventa” mondi. Non solo strettamente fantascienza quindi ma tutti quei contesti (film e racconti fantastici e fantasiosi) in cui alla “immaginazione” si unisce una certa “razionalità”, che porta inesorabilmente l’autore a porsi per il suo mondo immaginario domande che, affinchè esso sia coerente e credibile, sono le stesse del mondo che viviamo. Il tutto era molto rilassato e senza prestese. Autori di Seipersette erano, tra gli altri, Robegian, Bacco, Sarah Connors, Lilith, Enrico, Arale…

6×7 è stato unito a Millastro nel 2013, e ora prosegue come sua sezione di categorie.

6×7?

42!

42?

La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto!
Come racconta la “Guida galattica per autostoppisti” di Douglas Adams, “42″ è il risultato di sette milioni e mezzo di anni di calcoli del supercomputer “Pensiero profondo” dopo che gli è stato chiesto di trovare la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto.
Vista la risposta, è stato costruito un altro computer, molto più potente, per calcolare la domanda. È stato distrutto una frazione di secondo prima che terminasse il compito.
Il vero problema è sempre la domanda.

Geek o Nerd?

Geek e Nerd sono termini molto diversi. “Geek”, se vogliamo, è più superficiale e «trasversale», mentre “Nerd” è più categorico e totalizzante, e originariamente non ha sempre connotati positivi — un po’ come “romanticismo”, e come quest’ultimo è più affascinante di un’etichetta per appassionati di nuove tecnologie.

Fantascienza?

La fantascienza ha come tema fondamentale l’impatto di una scienza e/o una tecnologia – attuale o immaginaria –  sulla società e sull’individuo. Recentemente, con i filoni che si occupano di cosmogonie virtuali o cibernetiche, si interroga anche sul concetto di verità, anche in senso ontologico, e di identità, in senso personale.
Quindi il compito della fantascienza è quello di far riflettere la gente.

Ontologia????

Ontologia è uno di quei paroloni dei filosofi che per quanto possa fare paura non potrà mai fare paura quanto il suo significato!
Dice Wikipedia: l’ontologia, una delle branche fondamentali della filosofia, è lo studio dell’essere in quanto tale, nonché delle sue categorie fondamentali.
In parole povere è quella parte del pensiero umano che si chiede cosa é, cosa è davvero:

  • cosa è reale e cosa è illusorio,
  • cosa è mutevole e cosa no,
  • cosa è temporaneo e cosa è eterno,
  • se c’è qualcosa di assoluto, oltre l’uomo e l’universo,
  • se esiste qualcosa oltre l’uomo e l’universo può essere Dio?
  • se esiste qualcosa oltre l’uomo e l’universo può non essere Dio?

Naturalmente ontologia è una parola poco usata non solo perchè è difficile (è difficile, comunque), non solo perchè il concetto è difficile (è difficile, comunque) ma perchè, come dicevamo, perchè fa veramente paura! E poi non è più di moda dai tempi del medioevo…
Insomma è la ricerca della risposta alla domanda fondamentale sull’universo, la vita e tutto il resto!
Servirebbe un supercomputer per rispondere a questa domanda.
Comunque la risposta è 42!

Fantascienza hard?

La fantascienza hard (dall’inglese hard science fiction) è caratterizzata dall’enfasi per il dettaglio scientifico o tecnico, o per l’accuratezza scientifica, o da entrambi. Ma più che altro, usando una logica rigorosa a partire da premesse più o meno fantastiche, porta spesso non solo il lettore ma anche l’autore di fronte a domande impreviste, assolute e ineludibili.

Cosmogonia?

Significa nascita del cosmo, ovvero origine dell’universo, e normalmente lo si usa al singolare.

Al plurale: Cosmogonie, indica i processi immaginari dei narratori di storie che inventano, creano mondi e universi fantastici. Se la storia è mitica allora il racconto è una favola, se la storia è scientifica allora è fantascienza.
Creare mondi non è facile, anche se lo si fa per finta: trovi sempre i pignoli che ti fanno notare le incongruenze, i buchi, le domande senza risposta (le domande, sempre quelle!).
E’ per questo che gli scrittori cosmogonici sanno quando iniziano ma non quando finiscono. Spesso arrivano in posti strani e sconosciuti della mente, posti a volte anche fastidiosi…
Se poi l’ambito narrativo è la scienza allora si tende ad essere pignoli e anche la logica (che nasce dalla filosofia) diventa precisina.

  • Come è nato il mondo di cui sto leggendo?
  • Chi mi immagino lo abbia creato?
  • Un mondo virtuale quanto è reale?

Ma la Scienza (checcè ne dica qualche scienzatone di quelli privi-di-dubbi) non risponde a tutte le domande. Quindi lo scrittore di fantascienza deve giocare a fare Dio, che non è facile…
Per questo la fantascienza “fatta bene” proietta il lettore più smaliziato nella Filosofia e nella Teologia.

 

 

 

P.S.

Mica facile scrivere su un sito a più mani! Ma può valerne la pena!

Ecco quindi alcune “note di stile” per gli autori, regole non vincolanti per avere qualche idea su come impaginare o proporre, suggerimenti non su cosa o come scrivere ma come “metterlo giù” in modo ordinato e coerente. E’ un tipo di documento che di solito viene fornito agli scrittori che devono collaborare ad un progetto comune. Naturalmente i copy professionisti sono pregati di essere indulgenti con le sciocchezze che seguono, anzi, se non chiediamo troppo, di editarle, correggerle e integrarle! 😉

  • Osservare come hanno postato gli altri: è il modo più semplice.
  • Stampare questa pagina per averla sotto mano i primi tempi.
  • Cercare di fare post brevi, visivamente il post in home page dovrebbe avere al massimo tante righe da sembrare “quadrato” così l’occhio non si perde: diciamo da 15 a 20, massimo. Naturalmente se si deve scrivere di più si può. Ma se l’articolo e comunque molto più lungo o è una citazione può essere opportunotagliare l’anteprima con il pulsante “Inserisci il tag More Alt+shift+T”: è il dodicesimo della prima riga di icone della finestra di scrittura (per vedere la seconda riga basta premere l’ultima icona della prima). In caso di ripensamenti si può cancellare il tag tranquillamente e rimetterlo dove si preferisce.
  • Possibilmente pensare a cosa scrivere prima per non dover fare mille correzioni quando l’articolo è già pubblicato, oppure usare il pulsante anteprima. Tenete presente che esso apre una pagina di anteprima che poi va richiusa per tornare a lavorare sulla pagina originale: il rischio è di aprire diverse pagine dello stesso articolo in lavorazione incasinando la versione finale e il database di Word Press! Siate delicati! 😉
  • Titoli in minuscolo, con iniziali maiuscole, possibilmente brevi.
  • Citare autori o libri mettendo il nome dell’autore in fondo a sinistra, (nona icona) e in corsivo (seconda icona), l’eventuale libro a seguire, in grassetto.
  • Inserire immagini, pertinenti, usando il pulsante “aggiungi immagine”, il primo, rettangolare, sopra la barra delle icone nella finestra di inserimento. Le immagini andrebbero ridimensionate prima se sono più grandi di circa 600 punti di larghezza. Ricordarsi di allineare a sinistra, se si vuole che il testo scorra a fianco.
  • Ricordarsi di mettere tag e argomenti, aggiungere (con moderazione) i tag che si ritiene utili magari dopo aver letto quelli già disponibili. Richiedere agli admin di aggiungere argomenti di cui sentono la necessità.
  • Se si è su Facebook o Twitter o Google + segnalare gli articoli sulla propria pagina, con gli appostiti pulsantini a fine pagina, dopo aver pubblicato l’articolo, evitando di inflazionare il sito stressando i propri amici! (comunque la pubblicità è una gran cosa!) 😉
  • Andare a capo normalmente aggiunge una riga vuota: i post sembrano più lunghi e riempiono la pagina. L'”a capo” così fatto è potente e molto espressivo: tenetene conto! Si può sempre andare a capo senza aggiungere una riga in mezzo come potere vedere esattamente
    in questo caso premendo shift+return!
  • Usate grassetti e corsivo come vi pare, sono elementi espressivi potenti, ricordando che la moderazione nel loro uso ne aumenta la forza, il “non uso” la annulla!
  • Usate la “giustificazione” (terzo pulsante della seconda riga di icone) per dare un aspetto ordinato al testo, se volete. A volte può essere utile, a volte no…